L’economia dello sviluppo studia le trasformazioni economiche e sociali dei sistemi socioeconomici, con particolare attenzione al mondo in via di sviluppo attraverso l'uso della teoria economica, della sociologia, dell'antropologia, della scienza politica, della biologia e della demografia. Negli ultimi anni è fiorita come una delle aree di ricerca più vitali di tutte le scienze sociali.

Il corso fornisce un’introduzione generale sui temi e sugli strumenti relativi all’analisi delle determinanti dello sviluppo economico, alle cause e caratteristiche della povertà e delle disuguaglianze.
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ECOLOGICAL ECONOMICS 
This course introduces the analytical tools needed to understand environmental degradation and sustainability. After showing the links between the economy and physical world (societal metabolism), the notion of sustainability and the discussions around it are presented. The tools for sustainability and environmental policies are then tackled. The course moves on to the different methods to set goals, firstly standard theory of externality inefficiency and monetary evaluation, then multicriteria analysis and non- monetary evaluation. Finally the focus will be on the contributions of N. Georgescu Roegen and Karl William Kapp. A resume of the main features of ecological economics and its differences from standard environmental economics concludes the course.

Il corso intende introdurre lo studente all'apparato teorico-concettuale dell'Economia Industriale, fornendo strumenti per rappresentare e interpretare i principali fenomen e le relative problematiche.

Considerata sino a qualche decennio fa solo una branca della microeconomia, l’economia industriale si è progressivamente concentrata sull’analisi delle forme che i mercati imperfettamente competitivi possono assumere. La teoria dei giochi ha guidato gli studiosi di economia industriale a individuare svariati meccanismi di interazione strategica fra le imprese e tra una impresa ed i suoi consumatori.



Libri di testo:

Neri Salvadori, Simone D’Alessandro, Domenico Fanelli,
ELEMENTI DI ECONOMIA INDUSTRIALE, Giappichelli Editore, Torino, 2012.

Luis Cabral,
Economia Industriale, Carocci, Roma, 2002.
L’insegnamento si propone di delineare i principali modelli concettuali per analizzare, interpretare e comprendere il funzionamento dei sistemi organizzativi e di fornire concreti strumenti operativi per progettare le strutture organizzative e i loro meccanismi operativi, in relazione alla dinamica delle variabili ambientali, strategiche, tecnologiche, culturali e individuali.

Gli obiettivi formativi-di apprendimento che l’insegnamento intende conseguire sono riconducibili alle tre principali aree del sapere:
- conoscenza (sapere in senso stretto): a) acquisire approcci, metodi, modelli, schemi interpretativi per comprendere: come funzionano i sistemi organizzativi; quali fattori interni ed esterni ne condizionano il funzionamento; in base a quali valutazioni vengono effettuate le scelte organizzative; b) acquisire il linguaggio organizzativo per poter tradurre i problemi in soluzioni;
- saper fare (skill): sviluppare la capacità di scegliere gli strumenti operativi utili per: a) individuare punti di forza e di debolezza del funzionamento dei sistemi aziendali; b) progettare, riprogettare, migliorare le caratteristiche dell’organizzazione interna, a livello di macro-assetto strutturale, di micro-organizzazione del lavoro, di relazioni inter-aziendali;
- orientamenti (saper essere): saper assumere i comportamenti e atteggiamenti più coerenti con le caratteristiche e le finalità del sistema organizzativo.